Si celebrerà domenica 18 in ricordo della nascita (anno 900) all'altipiano della Limina, ricadente nel territorio del Parco Nazionale d'Aspromonte, dentro e intorno al santuario del monte Kellerana (sec, X), la seconda festa dell'anno dedicata a San Nicodemo Abate (le altre due feste, sempre in suo nome, si celebrano il 12 marzo, in ricordo dalla morte, avvenuta nel 990 e la prima domenica di settembre, in ricordo della traslazione delle reliquie dal santuario al centro di Mammola, dove sono conservate in una cappella nella Chiesa Matrice.
Sono previste la celebrazione di una Santa Messa alle ore 8, officiata da don Ernesto Monteleone, unico monaco che attualmente vive nel manastero ed ancora un'altra alle ore 11, celebrata all'aperto da don Tommaso Boca, parroco della cittadina. Seguirà una processione all'ombra di alberi secolari e faggi e pini, accompagnata da una banda musicale, che si concluderà con uno spettacolo pirotecnico.
Il santuario del Kellerana si trova a 12 chilometri circa dei centro di Mammola cittadina sorta sui ruderi dell'antica Malea, colonia Locrese,ricca di storia, arte e tradizioni.
In quel luogo, dove eresse il suo romitorio che divenne culla del movimento monastico che irradia una fiamma di fède, di pace e di speranza, l'abate basiliano Nicedemo fu discepolo di San Fantino di Tauriana. Nell'intera città di Mammola il culto di San Nicodemo risale ad 990, anno della sua morte, ma c'è n'è voluto molto tempo prima che venisse emanato un "Rescritto Pontificio" (è del 20 maggio 1581 di Papa Gregorio XIII) che ha invogliato i fedeli a peregrinare, perché in esso veniva concessa una indulgenza plenaria in perpetuo a quanti si recavano a visitare il suo altare in occasione della festa.
Due anni dopo, invece, Papa Sisto V emise una 'bolla" per la traslazione "delle sacre ceneri ed Ossa del santo Confessore e Abate Nicodemo, dell'ordine di San Basilio nella Città di Mammola". Ma la salma del Santo riposò ancora altri cinque anni nelle alture della Limina, fino a quando, il 16 ottobre 1558, ha le reliquie, composte dal vescovo monsignor Troilo, furono trasferite in città con una solenne processione. Non per questo, però, finirono i pellegrinaggi e le escursioni di turisti e vacanzieri sull'altopiano della Limina, a 800 metri di altezza dal livello del mare, tra la catena aspromontana e il groppone delle Serre, oggi attraverso la strada statale 281, a dodici chilometri di distanza dal centro abitato, ma un tempo a piedi, risalendo la sponda destra del fiume Torbido e percorrendo il sentiero dei greci "la Seja", fino al Passo del Mercante, da dove, ancora attraverso strade di campagna, si arrivava sull'incantevole acròcoro del Kellerana (oggi monte San Nicodemo), quasi a picco sulla fiumara del Torbido.
Il luogo mano a mano è divenuto meta preferita, nel periodo estivo, di gente che si rifugia desiderosa di trascorrere ore tranquille all'ombra di foreste alberate. E' contemporaneamente meta di pellegrinaggio per la festa che si svolge tra il sacro e il profano, da secoli, quasi a ricordare antichi riti propiziatori. La chiesetta (o Santuario) di questo posto riveste particolare importanza, tanto che è stata inclusa negli itinerari della Caabria in occasione del "Giubileo 2000".
Altri luoghi di interesse religioso, storico naturalistico attorno al Santuario sono: 1) I resti dell'antico monastero del Kellerana del sec. X a pianta greca con le tre absidi d'architettura bizantina-basiliana; 2) la Chiesa affrescata dall'artista Nik Spatari con immagini raffiguranti i miracoli del Santo; 3) La statua di San Nicodemo col cinghiale; 4) La cappelletta dove morì San Nicodemo (25 marzo 990) con all'interno due antiche croci, una in legno e l'altra in ferro battuto; 5) La grotta di San Fantino di Taurina; 6) il monte Kellerana con le tre croci che guardano il mare Jonio, il Tirreno ed il Santuario;7) i ruderi dell'oratorio bizantino dedicato a San Michele Arcangelo con i basamenti dei muri perimetrali ed il pavimento di pietra; 8) l'antica cappella votiva di San Nicodemo col dipinto del Santo; 9) l'antico sentiero Seja che collega la zona jonica con quella tirrenica.
Il tutto ricadente nel Parco Nazionale d'Aspromonte.
CAMILLO MAZZONE Il Quotidiano della Calabria venerdì 16 maggio 2003