OLIO DI OLIVA DELLA LOCRIDE

 

 

La “Grossa di Gerace” è una cultivar calabrese, diffusa lungo il comprensorio  jonico (Locride) della Provincia di Reggio Calabria.

Suoi sinonimi sono: Geracitana, Mammolese, Paesana, Grossa di Mammola e Dolce.

La coltivazione è biologica e la cultivar è autofertile,  ha un’elevata resa in olio  di colore verde o giallo-oro, di un sapore  fruttato di eccellente qualità, anche se trova qualche interesse locale come oliva da mensa

 

Territorio interessato alla produzione

 

Il territorio di produzione è il comprensorio della Locride nella fascia Jonica Reggina, compreso tra  Bruzzano e Monasterace, per un numero di 39 Comuni della Provincia di Reggio Calabria, con estensione a Nord, fino  a Badolato, in 3 Comuni della limitrofa Provincia di Catanzaro.

I Comuni interessati alla produzione, in Provincia di Reggio Calabria sono: Agnana, Antonimina, Ardore, Benestare, Bianco, Bivongi, Bovalino, Bruzzano Z., Camini, Canolo, Caraffa del Bianco, Careri, Casignana, Caulonia, Ciminà, Ferruzzano, Gerace, Gioiosa Jonica, Grotteria, Locri, Mammola, Marina di Gioiosa J., Martone, Monasterace, Pazzano, Placanica, Platì, Portigliola, Riace, Roccella, Sant’Agata del Bianco, San Giovanni di Gerace, San Luca, Sant’Ilario, Samo Siderno, Staiti, Stignano, Stilo. In  Provincia di Catanzaro Guardavalle, Santa Caterina dello Jonio, e Badolato

 

Descrizione delle metodiche di lavorazione

 

Durante quasi tutta la stagione autunnale e per l’intero inverno l’attività primaria degli agricoltori è incentrata sulla raccolta delle olive e quindi sulla loro trasformazione. I frutti ormai maturi vengono battuti con pertiche flessibili (frassino e castagno) e raccolti nelle reti o nei teli opportunamente disposti sotto gli alberi. Le olive delle piante basse vengono raccolte a mano. Gli oliveti raggiungono solitamente un’altezza media di sei metri Quando un discreto quantitativo è stato raccolto, riempiti le cassette, cesti o sacchi vengono portati al frantoio per la molitura e il trattamento successivo. Il profumo che caratterizza i frantoi è del tutto particolare e l’olio extravergine che se ne ricava è di pregio assoluto. Certo è fondamentale, per la buona qualità, il rispetto di alcune condizioni: metodi di raccolta, tempo di attesa delle olive prima dell’avviamento alla lavorazione, sistemi di premitura. E’ necessario  ovviamente che i frantoi  rispettino i  requisiti stabiliti dalla legge, e che il ciclo di lavorazione preservi le proprietà organolettiche dell’olio. Il prodotto ancora nel frantoio si versa in recipienti di acciaio o in bidoni di plastica e si trasporta nei magazzini o nelle cantine dei proprietari delle aziende olivicole. Qui viene svuotato e depositato in altri recipienti di acciaio inox.

Le pratiche agronomiche che gli oliveti subiscono riguardano essenzialmente la potatura, la concimazione, l’aratura del terreno e la sarchiatura

 

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione

 

Pertiche di castagno o ancora meglio di frassino, reti per la raccolta, scale, cassette  di plastica, sacchi di iuta e frantoi di varie caratteristiche e con diversi cicli di lavorazione.

 

Osservazioni sulla tradizionalita’, la omogeneita’ della diffusione la produzione nel tempo  delle regole produttive

 

La coltivazione olivicola è prevalentemente biologica.. Quasi tutte le aziende, pur non disponendo di regolare certificazione, praticano coltivazione biologica. Alcune di esse dispongono di regolare certificazione. Il periodo di raccolta delle olive determina le caratteristiche organolettiche dell’olio. Quello migliore è ricavato da uliveti collinari e distanti dal mare. La raccolta delle olive inizia il mese di novembre e l’olio che se ne ricava è di colore verdone, mentre nei mesi di dicembre-gennaio si ottiene un olio di colore verde-oro e giallo-oro.

Viene conservato nelle cantine al riparo dall’aria, dalla luce e da ogni odore estraneo, in recipienti di acciaio inox, anticamente in grandi vasi di terracotta (giare) e di zinco. Durante il periodo di conservazione si effettuano delle operazione di travaso per l’eliminazione dei residui della decantazione (le morchie), che permettono di conservare le caratteristiche organolettiche dell’olio. Anche oggi, come un tempo, l’Olio viene usato come prodotto omeopatico nel trattamento delle ustioni superficiali della pelle, come abbronzante e viene somministrato pediatricamente.

La tradizione vuole che l’Olio venga venduto direttamente al frantoio e successivamente in azienda dai produttori, mentre alcune aziende  agricole della Locride lo imbottigliano per poi venderlo nei negozi. L’Olio d’Oliva della Locride viene esportato sui mercati nazionali ed esteri dove è molto richiesto.

 

 E’ in fase di elaborazione un disciplinare di produzione dell’Olio d’Oliva Extravergine della Locride, D.O.C. (Denominazione Origine Controllata) e D.O.P. (Denominazione Origine Protetta) da parte dell’ARSSA (ex ESAC), del Gal Alta Locride, del Gal Locride e delle tre Comunità Montane della fascia Jonica con sedi a Stilo, Mammola e Bovalino

 

L’Olio d’Oliva della Locride viene utilizzato in tutte la preparazioni dei piatti tipici della Calabria ed assume una notevole importanza nella dieta mediterranea.

In particolare viene utilizzato in Italia e all’estero per il condimento delle insalate e delle verdure, per il suo caratteristico profumo aromatico e sapore particolare.

 

Da “Paniere della Locride”  - Relazione mappatura delle produzioni agroalimentari tipiche e tradizionali  della Locride.

(GAL LOCRIDE - Programma di Iniziativa Comunitaria Leader II)

 

 

 

 

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COMUNE DI MAMMOLA

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