Il
latte caprino viene versato in un pentolone e riscaldato girandolo col mestolo.
Dopo averlo tolto dal fuoco si aggiunge il caglio, si rigira ancora e si lascia
riposare per più d’un’ora. Si rompe la cagliata e dopo ulteriore attesa, con
le mani si estrae il formaggio. Dopo questa prima fase della lavorazione si
dà inizio alla produzione della Ricotta affumicata. Si porta quindi,
il pentolone sul fuoco e si ricomincia a mescolare con un bastoncino di essenza
locale a punta ramificata (minaturi). Le abili mani del casaro strappano
quello, che dopo opportuno trattamento diventerà il saporito formaggio caprino
locale. Quando il latte incomincia a bollire, si immerge un rametto di fico
tagliuzzato (che consente la coagulazione) e si gira con il bastoncino, sempre
da un lato, ancora per pochi minuti. Dopodiché la ricotta fresca è pronta.
La si toglie dal fuoco e con un cucchiaio ovalizzato di legno appositamente
prodotto per questa delicata fase della lavorazione, viene messa nelle forme
(fasceji) e quindi avvolta e protetta da profumate felci di montagna.
La Ricotta il giorno dopo è tolta dalle forme e moderatamente salata. Poi viene messa in una impalcatura alta circa un metro e mezzo (1,5 mt.), dal piano di fuoco del focolare, su di un letto di cannicci di castagno coperti da felci di montagna, preventivamente lavate in acqua calda. Sotto si accende un fuoco a fiamma moderata, usando legna fresca di castagno oppure di erica, in modo da produrre un fumo denso e profumato che va ad investire direttamente, da sotto, le ricotte. L’operazione di affumicatura dovrà durare mediamente 24 ore, girando le ricotte dopo le prime 12, se si preferiscono di consistenza morbida. Se invece si preferiscono più dure e consistenti, il tempo di affumicatura si allungherà in maniera opportuna. La Ricotta affumicata di Mammola è da considerarsi un prodotto ricavato con tecniche molto antiche ed artigianali.
I pentoloni sono in acciaio e i cucchiai sono in legno di erica..
La bollitura del latte viene effettuata con il gas, sono pochi quelli che ancora usano il fuoco a legna.
I contenitori delle ricotte fresche si chiamano fasceji (fatte di junco) di forma cilindrica, la mastreja è la tavola per la scolatura della ricotta, il minaturi è un bastoncino a punta ramificata.
I locali sono ambienti che si usano esclusivamente per la trasformazione del latte, nelle masserie.
Osservazioni
sulla tradizionalita’, la omogeneita’ della diffusione la produzione nel tempo
delle regole produttive
Le aziende zootecniche che producono le ricotte sono a conduzione familiare. Anticamente molti pastori che abitavano nelle zone montane distanti dai centri abitati, conservavano le ricotte fresche con la tecnica dell’affumicatura e una volta a settimana le portavano al mercato per la vendita. Una tradizione molto usata è quella di regalare la Ricotta. Molti emigrati al rientro delle ferie la offrono agli amici e ne fanno consumo personale. Per lungo tempo infatti il prodotto si conserva bene sottovuoto in frigo. Viene commercializzato direttamente dalle aziende zootecniche nel comprensorio di Mammola. La Ricotta è molto richiesta altresì sui mercati regionali, nazionali ed esteri e non si riesce a soddisfare le tante richieste dei consumatori. Da ricordare a Mammola “La Festa dei Sapori” che si svolge ogni anno la domenica successiva all’8 dicembre, durante quella giornata si degustano, con la Ricotta affumicata fatta dai pastori, altre pietanze tipiche dagli antichi sapori ormai dimenticati.
La Ricotta affumicata di Mammola viene utilizzata:
- A fettine negli antipasti tipici calabresi.
- Grattugiata sulle paste caserecce, quando la ricotta è più dura.
- A fine pasto, da sola o con un misto di formaggi, accompagnata con vino rosso.
Da “Paniere della Locride” - Relazione mappatura delle produzioni agroalimentari
tipiche e tradizionali della Locride.